- L'AI finora non fa perdere posti di lavoro, ma rende più difficile ai giovani trovare il primo lavoro
Che cosa dicono i dati misurati, e non le previsioni, sugli effetti dell'intelligenza artificiale sul lavoro: nessun aumento della disoccupazione, ma negli Stati Uniti i giovani dei mestieri più esposti cominciano a lavorare più tardi, in altri settori e pagati meno. In Italia, nei dati disponibili, il segnale finora non compare.
- In Italia l'AI, finora, non rende più difficile ai neolaureati in ingegneria e informatica trovare un buon lavoro
Una prima analisi dei microdati pubblici dell'Istat, dal 2021 al secondo trimestre 2026. Fra i laureati recenti in informatica e ingegneria industriale e dell'informazione, dal 2023 sono di più quelli che hanno un impiego, la paga ha tenuto e non è scesa la quota di chi fa una professione intellettuale. Nel primo semestre 2026, però, fra quelli che lavorano sono aumentati quelli che fanno un lavoro manuale: un segnale basato su poche risposte, da ricontrollare con i prossimi trimestri. Che cosa dicono i dati, che cosa non possono dire e che cosa servirebbe per saperne di più.
- Nei cicli attivo e passivo all'AI passano alcune mansioni, finora non interi ruoli
Dall'ordine d'acquisto al pagamento e dalla richiesta del cliente all'incasso: quali mansioni svolgono già un documento strutturato, una regola del gestionale o un modello di AI, quali restano alle persone, e che cosa cambia per chi comincia oggi a lavorare in quei ruoli. Con le poche misure disponibili e alcuni casi dei nostri progetti.